Probabilmente
sono queste le parole che animarono Peter Elia
e Simone Di Pietro quando in un momento imprecisato
fra la primavera e l’autunno del 2002
presero la definitiva decisione di metter su
un progetto musicale che potesse esprimere al
meglio le loro potenzialità espressive...
e non limitarsi ad essere una semplice cover
band che potesse facilmente confondersi nell’anonimato!
Due
chitarristi a confronto…due modi di interpretare
i gusti musicali apparentemente lontani fra
loro, laddove l’amore per il power progressive
metal, il blues, ma soprattutto per il sano
hard rock che animava Peter, difficilmente sembrava
poter convergere verso la sana tradizione thrash
& death che permeava i gusti musicali di
Simone.
Buone
le intenzioni, tantissime le idee…
…ora
il problema principale era reperire i compagni
di viaggio in questa affascinante, stimolante
ma quanto mai impegnativo còmpito nel
raggiungimento della pura espressività
creativa.
Si
iniziava con il chiedere dritte agli amici più
stretti, per finire ai classici annunci appesi
nei negozi di strumenti musicali…ma le
risposte positive non arrivavano…fino
a che…
Tramite
una amicizia in comune, Peter conobbe Marco
Mazzetti…
Chitarrista
dalle chiare influenze thrash & death melodico,
Marco si distinse subito da Simone nella fase
creativa ed esecutiva dei riffs…due filosofie
chitarristiche distanti fra loro che si intrecciano
ottimamente nella composizione delle strutture
dei MW e che portano Marco a concentrarsi quasi
esclusivamente sulla parte ritmica e Simone
nella creazione di taglienti linee solistiche.
Fu
in quel preciso istante che Peter decise di
concentrarsi esclusivamente sulle sue potenzialità
vocali lasciando agli altri due l’opportunità
di confrontarsi sulle loro “asce”…
La
batteria invece divenne automaticamente “proprietà
privata” di Francesco, fratello minore
di Marco, il quale, venuto a conoscenza del
progetto che stava nascendo, non esitò
un secondo ad accettare la proposta e a dare
il suo contributo per la causa, grazie ad un
approccio particolarmente complesso e ricercato
allo strumento.
Non
è un caso che uno dei suoi batteristi
preferiti sia il fenomeno ex ‘Death’
Richard Christy…
Le
fondamenta per la nascita del progetto erano
quasi complete…non rimaneva che affiancare
Francesco con la sua metà della sezione
ritmica…ovvero il bassista…
Reperire
l’ultimo tassello del mosaico risultò
più arduo del previsto…numerosi
provini, tutti inconcludenti, tanto che i ragazzi
iniziavano a maledire la sorte…
…la
quale invece stava per riservare loro la giusta
ricompensa con nome e cognome:
Michele Baccinelli.
Introdotto
da Marco, Michele ci mise davvero poco a convincere
gli altri…personaggio quantomai bizzarro,
bassista dalle infinite influenze musicali…fu
lui a portare l’ennesimo lampo di genialità
nel mondo MW…
…un
mondo pronto ad accogliere ogni giorno nuove
idee, ispirazioni…e tanta, tanta adrenalina!
Le prime covers suonate nella versione a cinque
testimoniano alcune delle influenze del gruppo:
‘Consumed’ dei Control Denied arriva
direttamente per soddisfare la fame di Richard
Christy di Francesco mentre ‘Wasting Love’
e ‘Phantom Of The Opera’ degli Iron
Maiden, ‘Creeping Death’ dei Metallica,
‘The Legacy’ dei Testament e ‘South
Of Heaven’ degli Slayer pescano dal diverso
background degli altri componenti, con una radice
thrash che accomuna comunque tutti.
A
queste poi si sono progressivamente aggiunte
brani come ‘N.I.B.’ (Black Sabbath),
‘Fade To Black’ (Metallica), ‘Burnt
Offerings’ (Testament), ‘Raining
blood’ (Slayer), ‘Cemetery Gates’
(Pantera) e ‘Once solemn’ (Paradise
Lost)…
…omaggi
che spesso i MW amano riproporre tuttora in
sede live!
Nel
frattempo le canzoni del primo demo erano già
pronte nelle loro linee guida, ma furono successivamente
lavorate e riarrangiate fino al prodotto finale…
il
debut EP intitolato ‘Prepare To Pain’
e terminato nell’ottobre del 2003.
Lavoro
interamente registrato in casa dei fratelli
Mazzetti, grazie al fondamentale apporto di
Gianluca Maccarone e arricchito dalla copertina
di Stefano Di Noi.
Il vasto e quanto mai vario background di influenze
presente nel gruppo porta i MW ad una attenzione
particolare per le composizioni, che, dal momento
della prima prova fino ad un secondo prima della
registrazione, vengono modificate di continuo,
lasciando ampio margine di espressione a tutti
i membri del gruppo.
I
frequenti cambi di tempo, di stile e di atmosfera,
le linee vocali non immediate e caratterizzate
da intrecci growl & clean sono tutti elementi
peculiari delle loro songs…
…è
per questo motivo che risulta particolarmente
difficile catalogare i MW in un genere musicale
ben definito…
…probabilmente
unico.